San Salvatore di Fitalia

San Salvatore di Fitalia, “terra di antica storia”, posta a 600 metri sopra il livello del mare è un piccolo centro dell’emicatena dei monti Nebrodi, in provincia di Messina. Il nome originario del paese era Santissimo Salvatore, modificato nel 1863 in San Salvatore di Fitàlia dal nome del vicino torrente Fitàlia, che in lingua greca significa ” piantagioni “. Il territorio ha una matrice agricola significativa invasa da consistenti aree coltivate ad uliveto e noccioleto, intercalate dalla presenza di alberi ed arbusti tipici della macchia mediterranea. L’area urbanizzata, oltre al caratteristico ed “allungato” nucleo storico  posto sulla dorsale di un colle fra i due affluenti del Fitalia, vede la presenza di alcune piccole frazioni.

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Pare che l’origine del toponimo Fitalia risalga al primo processo di ellenizzazione della regione, avvenuta in epoca classica, prima della conquista romana (V secolo a.C.). Quando le truppe normanne a seguito di Ruggero irruppero nella vallata, la realtà abitativa di questo territorio era particolarmente fiorente. Nei documenti scritti, Fitalia compare per la prima volta in uno dei primi diplomi del conte Ruggero, quando nel 1082 istituì la diocesi di Troina.

Da quel momento, le vicende del popolo del Fitalia furono strettamente legate alla politica del tempo ed alla risistemazione della Chiesa siciliana. In questo periodo medievale il territorio venne diviso tra le due diocesi, ognuna delle quali aveva una entità giuridica propria, 3/5 del territorio andarono alla giurisdizione feudale della diocesi di Patti sia per la gestione temporale che per quella spirituale, 2/5 del territorio andarono alla diocesi di Messina. Questo comportò anche la separazione della popolazione che venne divisa, in base al cognome, all’una o all’altra giurisdizione. L’habitat del Fitalia cessò definitivamente sul finire del XIV secolo e si sviluppa così la terra del SS. Salvatore; questa viene riconosciuta giuridicamente da parte della corona per opera di Vinciguerra Aragona.

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Il 28 dicembre 1828, un Diploma Apostolico del Pontefice Pio VII pose fine alla spartizione del territorio a scapito delle due diocesi; per la gestione del potere temporale il territorio del Fitalia venne interamente assegnato alla Diocesi di Patti.

La storia del paese di S. Salvatore di Fitalia è strettamente legata al culto del Santo patrono S. Calogero, e dei fasti della terra del S.S. Salvatore resta poca testimonianza. La maggior parte dei monumenti sono andati infatti perduti. Fortunatamente, altri monumenti restano a testimoniare gli antichi splendori, come il palazzo del Vescovo, la Chiesa di Santa Maria Assunta (del ‘500) e la maestosa basilica del “Salvator Mundi” (fondata in epoca bizantina); a questi si aggiunge “l’ospedale” intestato a San Calogero, costruito nei primi anni del ’900 sul luogo dove sorgeva il vecchio convento con l’annessa cappella di San Calogero.

chiesa-ss-salvatoreLa Chiesa Madre o basilica del “Salvator Mundi”, dedicata a San Salvatore, è stata edificata in epoca normanna, ampliata nel Cinquecento e modificata radicalmente sul finire del Settecento. All’interno recenti opere di restauro hanno portato alla luce la struttura cinquecentesca del la chiesa, a tre navate divise da colonne in pietra arenaria che sostengono archi a sesto acuto. I meravigliosi capitelli sono scolpiti, secondo i canoni tipicamente medievali, a motivi vegetali e antropomorfi. Il capitello della prima colonna a destra è scolpito con una originalissima sirena bicaudata. Importante è laMadonna della Neve di Antonello Gagini (1478-1536) che si trova nella navata destra. All’altare maggiore è una pregevolissima statua lignea del Salvatore Mundi del 1603, rappresentato nel momento della Trasfigurazione.